1.123

 § <123>

Cfr. Q. 9 § 123 e Q.12

 

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Cercare l’origine storica esatta di alcuni principi della pedagogia moderna: la scuola attiva ossia la collaborazione amichevole tra maestro e alunno; la scuola all’aperto; la necessità di lasciar libero, sotto il vigile ma non appariscente controllo del maestro, lo sviluppo delle facoltà spontanee dello scolaro.

La Svizzera ha dato un grande contributo alla pedagogia moderna (Pestalozzi ecc.), per la tradizione ginevrina di Rousseau; in realtà questa pedagogia è una forma confusa di filosofia connessa {a} una serie di regole empiriche. Non si è tenuto conto che le idee di Rousseau sono una reazione violenta alla scuola e ai metodi pedagogici dei Gesuiti e in quanto tale rappresentano un progresso: ma si è poi formata una specie di chiesa che ha paralizzato gli studi pedagogici e ha dato luogo a delle curiose involuzioni (nelle dottrine di Gentile e del Lombardo-Radice). La «spontaneità» è una di queste involuzioni: si immagina quasi che nel bambino il cervello sia come un gomitolo che il maestro aiuta a sgomitolare. In realtà ogni generazione educa la nuova generazione, cioè la forma, e l’educazione è una lotta contro gli istinti legati alle funzioni biologiche elementari, una lotta contro la natura, per dominarla e creare l’uomo «attuale» alla sua epoca. Non si tiene conto che il bambino da quando incomincia a «vedere e toccare», forse da pochi giorni dopo la nascita, accumula sensazioni e immagini, che si moltiplicano e diventano complesse con l’apprendimento del linguaggio. La «spontaneità» se analizzata diventa sempre più problematica. Inoltre la «scuola», cioè l’attività educativa diretta, è solo una frazione della vita dell’alunno, che entra in contatto sia con la società umana sia con la societas reru, e si forma criteri da queste fonti «extrascolastiche» molto più importanti di quanto comunemente si creda. La scuola unica, intellettuale e manuale, ha anche questo vantaggio, che pone contemporaneamente il bambino a contatto con la storia umana e con la storia delle «cose» sotto il controllo del maestro.

Il movimento verso una nuova scuola comincia in Italia verso la fine del XIX secolo con Pietro Pasquali [2] anticipatore del lavoro di Rosa e Carolina Agazzi.[3].

Siamo, in effetti, nello spirito di Rousseau.

Nel primo decennio del secolo XX prende avvio il metodo Montessori di cui G. non riuscirà a seguire gli sviluppi. In carcere avrà poche noti-zie di nuove teorie dell’ educazione [4].

Il problema che si pone G. è come realizzare una reale unità di lavoro manuale e intellettuale a partire dalla forma-zione scolastica. Reale unità, però, che, se davvero posta in esse-re, implicherebbe un mutamento dell’ordine sociale che non rientra nei piani delle scuole moderne, le quali, potrebbero contribuire solo alla mobilità sociale dei singoli e, perciò, non sarebbero progressive né politicamente né pedagogicamente. [5]

G. non può aver notizia dell’opera di Célestin Freinet, le cui prime esperienze sono sincroniche a questo scritto.

 

1 Lettera a Giulia del 30 dicembre 1929: Questo modo di concepire l’educazione come sgomitola-mento di un filo preesistente ha avuto la sua importanza quando si contrapponeva alla scuola gesuitica, cioè quando negava una filosofia ancora peggiore, ma oggi è altrettanto superato.

2 Pietro Pasquali (1847-1921), in veste di direttore didattico a Brescia, dà avvio a una riforma degli asili infantili ispirata al modello dei kindergarten di Fröbel. Per Pasquali infatti, gli asili devono avere aule adatte e giardini, devono essere eliminate le forme di scolarità precoce introdotte precedentemente da Ferrante Aporti e promosse attività che siano ponte tra gioco e lavoro: valorizzazione del gioco e del valore formativo dell’attività. Pasquali sostenne l’opera di Emidio Consorti che,a Ripatransone istituisce il il primo corso di lavoro manuale educativo in Italia (1889). Successivamente (1895) fu fondata una scuola normale maschile, sotto la direzione dello stesso Consorti. Soppressa dopo un solo anno, cedette il posto nel 1915 a una scuola normale promiscua con corso complementare, durata fino al 1924.

3 È per suggerimento di Pietro Pasquali che le sorelle Agazzi decidono di fondare una nuova scuola materna a Mompiano nel 1896. Rifacendosi al Kindergarten di Fröbel, esaltano la vitalità e la spontaneità dell'infanzia, punto principale del loro pensiero pedagogico e non condividono lo scolasticismo dell’Aporti.

4 Solo il primo tomo di L’école active di Adolphe Ferrière nell’edizione francese in due tomi del 1922 ruporta il timbro e il visto del direttore del carcere di Turi.

5 Cfr. Pietro Maltese, Gramsci e la recensione a New Schools in the Old World, in «Pedagogia più Didattica» on line, V. 5 N. 2, ottobre 2019.


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