1.157 Croce e gli intellettuali

 

§ <157> Croce e gli intellettuali

Il testo verrà ripreso nel Q. 10  (XXXIII)

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Che importanza ha avuto il suo libro sulla Storia d’Italia dal 71 al 1915? È interessante osservare lo spostamento del Croce dalla posizione «critica» a quella «attiva». Il libro di Bonomi su Bissolati. Il libro di Zibordi su Prampolini. La traduzione di Schiavi del libro di De Man. Il libro di De Man serve di ponticello.

È interessante però la lettera di Orazio Raimondo riportata dal Castellano nel suo libro Introduzione alle opere di Benedetto Croce. Dimostra che anche prima, l’influenza del Croce si era fatta sentire per meati che rimanevano incontrollati: proprio Raimondo, massone e vero massone, cioè imbevuto dell’ideologia massonica fino alle ossa, e democratico; nella sua difesa della (Tiepolo?) c’è tutto il teismo massonico in forma chiara ed evidente.

La nota investe il tema, attualissimo dell’egemonia borghese sul pensiero d’ opposizione.

Da notare, a proposito della nota querelle tra pensiero forte e pensiero debole, che il libro del Croce è stato riedito di recente, mentre degli altri, tutti più o meno di area positivista (il pensiero debole di allora) si è persa memoria.

Rileviamo anche che l’ influenza della Massoneria, oggi – malgrado la P2 – lasciata alle fantasie dei complottisti, era presa sul serio da G.

[1] Benedetto Croce, Storia d’Italia dal 1871 al 1915, prima edizione 1928.  Presentando questa sua opera, Croce scrisse, con estrema sobrietà, che si trattava dello «schizzo di una storia dell’Italia dopo la conseguita unità di stato», in realtà il libro mirava a mettere a fuoco l’identità stessa della nazione italiana. Fu uno dei suoi testi più discussi e che ebbe la più vasta influenza su intere generazioni.

[2] Ivanoe Bonomi, Leonida Bissolati e il movimento socialista in Italia, Milano, 1928.

[3] G. Zibordi, Saggio sulla storia del movimento operaio in Italia. Camillo Prampolini e i lavoratori reggiani, Bari, 1930.

[4] Henri De Man, Il superamento del marxismo, Bari, 1929.

Sia il libro di Bonomi che quello di Zibordi fanno esplicitamente riferimento al testo di Croce. Nella sua Avvertenza, Alessandro Schiavi, traduttore di De Man, fa pure riferimento a Croce per giustificare il titolo dell’edizione italiana. La nota di G. allude al reflusso idealistico del socialismo italiano. Su De Man e Zibordi → § <132>

[5] Orazio Raimondo fu deputato socialista nel 1913, l’anno successivo uscì dal partito dopo che al Congresso di Ancona era stata decretata l’incompatibilità tra appartenenza al partito e Massoneria. Nella sua lettera, pubblicata nel 1914 dalla «Rivista di Roma», afferma: i giovani della nostra generazione hanno imparato a pensare dal Croce.

[6] Giovanni Castellano, Introduzione allo studio delle opere di Benedetto Croce, Bari, 1920.

[7] Il Raimondo fu il difensore della nobildonna Maria Tiepolo, processata e assolta nel 1914 per l’omicidio dell’amante. L’arringa di Raimondo ebbe risonanza e fu pubblicara: In difesa di Maria Tiepolo, Perugia, 1914.

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