§ <124> I futuristi
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Un gruppo di scolaretti che sono scappati
da un collegio di gesuiti, hanno fatto un po’ di baccano nel bosco vicino e
sono stati ricondotti sotto la ferula dalla guardia campestre. |
Nella sua lettera a Trockij, G. mette in luce il rapporto contraddittorio tra il Futurismo italiano, ben diverso da quello russo, e avanguardie politiche. Come si legge, ci sono anche comunisti futuristi e G. stesso riprenderà le ipotesi proposte nella rivista 'Il principe'. |
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1 Tra i diversi giudizi dati da Gramsci
sul futurismo, cfr. la lettera a Trockij sul movimento futurista italiano,
dell’8 settembre 1922: Ecco le risposte alle domande sul
movimento futurista italiano che lei mi ha rivolto . Dopo la guerra, il
movimento futurista in Italia ha perduto interamente i suoi tratti
caratteristici. Marinetti si dedica molto poco al movimento. Si è sposato e
preferisce dedicare le sue energie alla moglie. Al movimento futurista
partecipano attualmente monarchici, comunisti, repubblicani e fascisti. A
Milano poco tempo fa è stato fondato un settimanale politico, 'Il principe',
che rappresenta o cerca di rappresentare le stesse teorie che Machiavelli
predicava per l'Italia del Cinquecento, cioè la lotta tra i partiti locali
che conducono la nazione verso il caos, dovrebbe essere accantonata per opera
di un monarca assoluto, un nuovo Cesare Borgia, che si ponga alla testa di
tutti i partiti che si combattono. Il foglio è diretto da due futuristi:
Bruno Corra ed Enrico Settimelli. Benché Marinetti, nel 1920, durante una
manifestazione patriottica a Roma sia stato arrestato per un energico
discorso contro il re, ora collabora a questo settimanale. I più importanti
esponenti del futurismo d'anteguerra sono diventati fascisti, a eccezione di
Giovanni Papini, che è divenuto cattolico e ha scritto una 'Storia di
Cristo'. Durante la guerra i futuristi sono stati i più tenaci fautori della
«guerra sino in fondo» e dell'imperialismo. Solo un futurista: Aldo
Palazzeschi, era contro la guerra. Egli ha rotto con il movimento, e, benché
fosse uno degli scrittori più interessanti, finì col tacere come letterato.
Marinetti, che sempre aveva elogiato in lungo e in largo la guerra, ha
pubblicato un manifesto in cui dimostrava che la guerra era il solo mezzo
igienico per il mondo. Ha preso parte alla guerra come capitano di un
battaglione di carri armati e il suo ultimo libro, 'L'alcova di acciaio',
costituisce un inno entusiasta ai carri armati in guerra. Marinetti ha
composto un opuscolo 'Oltre il comunismo', in cui sviluppa le sue dottrine
politiche, se si possono in genere definire come dottrine le fantasie di
quest'uomo, che a volte è spiritoso e sempre è notevole. Prima della mia
partenza dall'Italia la sezione di Torino del 'Proletkult' aveva chiesto a
Marinetti, in occasione dell'apertura di una mostra di quadri di lavoratori
membri dell'organizzazione, di illustrarne il significato. Marinetti ha accettato
volentieri l'invito, ha visitato la mostra insieme con i lavoratori e ha
espresso quindi la sua soddisfazione per essersi convinto che i lavoratori
avevano per le questioni del futurismo molto più sensibilità che non i
borghesi. Prima della guerra i futuristi erano molto popolari tra i
lavoratori. La rivista 'Lacerba', che aveva una tiratura di ventimila
esemplari, era diffusa per i quattro quinti tra i lavoratori. Durante le
molte manifestazioni dell'arte futurista
nei teatri delle grandi città italiane capitò che i lavoratori difendessero i
futuristi contro i giovani semi-aristocratici o borghesi, che si picchiavano
con i futuristi. Il gruppo futurista di Marinetti non esiste più. (...) Si
può dire che dopo la conclusione della pace il movimento futurista ha perduto
interamente il suo carattere e si è dissolto in correnti diverse, che si sono
formate in conseguenza della guerra. I giovani intellettuali erano in genere
assai reazionari. I lavoratori, che vedevano nel futurismo gli elementi di
una lotta contro la vecchia cultura accademica italiana, ossificata, estranea
al popolo, devono oggi lottare le armi alla mano per la loro libertà e hanno
scarso interesse per le vecchie dispute... |
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