§ <122> Spunti e stimoli
Ripreso in Q. 16 (XXII) § 21
1 Il Macaulay attribuisce la facilità di
farsi abbagliare da sofismi quasi puerili propria dei Greci anche più colti
alla gran predominanza del discorso vivo e parlato nell’educazione e vita
greca. L’abitudine della conversazione genera una certa facoltà di trovare
con gran prontezza argomenti di qualche apparenza che chiudono
momentaneamente la bocca all’avversario. Questa osservazione si può farla
anche per alcune classi della vita moderna, come constatazioni di una debolezza
(operai) e di causa di diffidenza (contadini, i quali rimuginando ciò che
hanno sentito declamare e che li ha colpiti momentaneamente per il luccicare
e trovandone le deficienze e la superficialità, finiscono con l’essere
diffidenti per sistema). Riferisce il Macauley un sentenza di
Eugenio di Savoia, il quale diceva che più grandi generali erano riusciti
quegli che erano stati messi d’un tratto alla testa dell’esercito e nella
necessità del pensare alle manovre grandi e complessive (chi è troppo minuzioso
per professione, si burocratizza: vede l’albero e non più la foresta, il
regolamento e non più la strategia). A proposito della prima osservazione si
può aggiungere: che il giornale si avvicina molto alla conversazione, gli
articoli di giornale sono in generale affrettati, improvvisati, simili in
grandissima parte, per la rapidità dell’ideazione, ai discorsi da riunione.
Sono pochi i giornali che hanno redattori specializzati e anche l’attività di
questi è in gran parte improvvisata: la specializzazione serve di solito per
improvvisare meglio e più rapidamente. Mancano nei giornali italiani le
rassegne periodiche più ponderate e studiate (teatro, per esempio, politica
economica ecc.; i collaboratori suppliscono solo in parte e poi non sempre
sono di uno stesso indirizzo). Perciò la solidità di cultura può essere
misurata in tre gradi: 1°, lettori di soli giornali; 2°, lettori di riviste;
3°, lettori di libri; senza tener conto di una grande moltitudine che non
legge neanche i giornali e si forma le convinzioni attraverso la pura
conversazione sporadica con individui del suo stesso livello generale che
però leggono i giornali, e di quella che si forma le convinzioni assistendo a
riunioni periodiche e nei periodi elettorali tenute da oratori di livelli diversissimi.
Questa svogliatezza mi ha colpito specialmente a Milano, dove in carcere era
permesso il «Sole»; tuttavia un certo numero, anche di politici, leggeva
piuttosto la «Gazzetta dello Sport»; tra 2500 inquisiti, si vendevano al
massimo 80 copie del «Sole»; più letti la «Gazzetta dello Sport», la
«Domenica del Corriere», il «Corriere dei Piccoli». Il discorso
è di piena attualità nell’epoca dei social, che – con la caratteristica del botta e risposta – ancor di più
ricalcano le modalità del linguaggio parlato. Anche qui si
debbono stabilite livelli. A parte il livello
auto-refenziale (social che parlano di social), c’è un livello 0, citazione
da siti web poco affidabili, con con-seguente diffusione di false notizie; l’1,
che fa ricorso a siti della stampa qua-lificata; il 2, che fa riferimento a
siti di cultura. Chi fa
riferimento a testi cartacei, siano essi La
Settimana Enigmistica o il Fedro, rientra
nel quasi inarrivabile livello 3. 1 L’osservazione del Macauly è ripresa da
uno scritto autobiografico di Ruggero Bonghi che G. utilizzerà anche in altri
luoghi.,
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