§ <156> Passato e presente
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Come il presente sia una critica del passato, oltre che [e
perché] un suo «superamento». Ma il passato è perciò da buttar via? È da
gettar via ciò che il presente ha criticato «intrinsecamente» e quella parte
di noi stessi che a ciò corrisponde. Cosa significa ciò? Che noi dobbiamo
aver coscienza esatta di questa critica reale e darle un’espressione non solo
teorica, ma politica. Cioè dobbiamo
essere più aderenti al presente, che noi stessi abbiamo contribuito a creare,
avendo coscienza del passato e del suo continuarsi (e rivivere) |
Il rapporto con la storia deve essere politico e quindi dialettico. La Controriforma fu un periodo regressivo che tarpò le ali alla filosofia e alle scienze, ma lo stesso giudizio, sulla base dello sviluppo interno della storia dell’arte, non si può dare del Barocco. Allo stesso modo, pur rigettando in toto, sul piano politico l’era fascista, bisogna valutare diversamente il razionalismo archi-tettonico dell’ epoca, che fu progressivo e inserito in un contesto internazionale |
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