§ (152) Marx ed Hegel
ripreso nel Q. 10 (XXXIII)
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Nella recensione fatta da
A. De Pietri Tonelli nella «Rivista di politica economica» (febbraio 1930)
del libro di Anthony M. Ludovici, Woman.
A vindication (2ª ed., 1929, Londra) si dice: «Quando le cose vanno male
nella struttura sociale di una nazione, a cagione della decadenza nelle
capacità fondamentali dei suoi uomini, afferma l’autore, due distinte
tendenze sembrano sempre rendersi rilevabili: la prima è quella di
interpretare cambiamenti, che sono puramente e semplicemente segni della
decadenza e della rovina di vecchie e sane istituzioni, come sintomi di
progresso; la seconda, dovuta alla giustificata perdita di confidenza nella
classe governante, è di dare a ciascuno, abbia o no le qualità volute, la
sicurezza di essere indicato per fare uno sforzo al fine di aggiustare le
cose». L’autore fa del femminismo un’espressione di questa seconda tendenza
(ciò che è errato, perché l’affermazione di essere una cosa non è la prova
che lo sia: il femminismo ha cause più vaste e profonde). L’autore domanda
una rinascita del «maschilismo». |
Giustamente G. fa le pulci a quanto il de Pietri, conservatore di ritorno, riferisce del Ludovici, reazionario da sempre, perché il femminismo del primo Novecento è una cosa seria. Ma il taumaturgico ci vuole una donna, un po’ abusato nei tempi nostri, sembra dare più di una ragione al vecchio parruccone inglese. |
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[1] → Alfonso de Pietri Tonelli [2] → Anthony Ludovici |
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