1.139 Azione Cattolica

§ <139> Azione Cattolica

 Ripreso in Q. 20 (XXV)

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Può farsi un qualsiasi paragone tra l’Azione Cattolica e le istituzioni come i terziari francescani? Credo di no, quantunque sia bene accennarvi introduttivamente, per meglio definire i caratteri dell’A.C. stessa. Certo la creazione dei terziari è molto interessante ed ha un carattere democratico; essa illumina meglio il carattere del francescanesimo, come ritorno alla chiesa primitiva, comunità di fedeli e non solo del clero come era venuta sempre più diventando. Perciò sarebbe bene studiare la fortuna di questa iniziativa, che non è stata grande, perché il francescanesimo non divenne tutta la religione, come era nell’intenzione di Francesco, ma si ridusse a uno dei tanti ordini esistenti. L’A.C. segna l’inizio di un’epoca nuova nella storia della religione cattolica: quando essa da concezione totalitaria del mondo, diventa solo una parte e deve avere un partito. I diversi ordini religiosi rappresentano la reazione della chiesa (comunità dei fedeli o comunità del clero), dal basso o dall’alto, contro la disgregazione della concezione (eresie, scismi ecc.): l’A.C. rappresenta la reazione contro l’apostasia di masse intiere, cioè contro il superamento di massa della concezione religiosa del mondo. Non è più la Chiesa che fissa il terreno e i mezzi della lotta; deve accettare il terreno impostole dal di fuori e servirsi di armi tolte dall’arsenale dei suoi avversari (l’organizzazione di massa). La Chiesa è sulla difensiva, cioè, ha perduto l’autonomia dei movimenti e delle iniziative, non è più una potenza ideologica mondiale, ma solo una forza subalterna.

La differenza saliente è che l’AC è una scelta collettiva, mentre l’OFS è scelta individuale.

Nello Stato unitario è egemone il liberalismo laico e anticlericale, due caratteri che saranno ereditati dai socialisti.

Con il non expedit che segue la Presa di Roma l’astensione dei cattolici dalla politica rischia di produrre davvero quella apostasia di massa di cui dice G.

L’AC è uno strumento funzionale ad arginare la falla, ma la sua azione ha un labile confine politico che con facilità viene varcato, con conseguenti attriti con la gerarchia della Chiesa.

Il problema si ripropone oggi in termini diversi,  la secolarizzazione.

[1] Le origini dell'Azione Cattolica risalgono al settembre 1867, quando due giovani universitari, Mario Fani, e Giovanni Acquaderni, fondano a Bologna la Società della Gioventù Cattolica Italiana. Il motto «Preghiera, Azione, Sacrificio» sintetizza la fedeltà a quattro principi fondamentali: 1 l'obbedienza al Papa ("sentire cum Ecclesia"); 2 un progetto educativo fondato sullo studio della religione;  3 vivere la vita secondo i principi del Cristianesimo; 4 un diffuso impegno alla carità verso i più deboli e i più poveri.La costituzione dell'associazione viene approvata il 2 maggio 1868 da papa Pio IX con il Breve apostolico Dum filii Belial. In sintonia con le posizioni del Pontefice (dello stesso anno è, infatti, la prima formulazione del non expedit) la neonata compagine esclude l'impegno politico diretto.Dopo il congresso di Venezia del 1872, vengono costituiti l'Opera dei Congressi e i Comitati cattolici.Nel 1904, Pio X scioglie l'Opera dei Congressi a causa dei perduranti contrasti tra "intransigenti" e "innovatori" (tra i quali don Romolo Murri). L'anno seguente, lo stesso papa pubblica l'enciclica Il fermo proposito (11 giugno 1905) con la quale promuove la nascita di una nuova organizzazione laicale cattolica che prende il nome di Azione Cattolica.

[2] L'Ordine francescano secolare (O.F.S.)) è costituito da cristiani che, per una vocazione specifica, si impegnano a vivere il Vangelo alla maniera di san Francesco d'Assisi, nel proprio stato secolare, osservando una regola specifica approvata dalla Chiesa.


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